FRANCESCA BORGHEGGIANO

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Chi sono

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​IL MIO CANTO LIBERO

"Da piccola mi piaceva cantare. Non perdevo occasione di far sentire la mia voce, che risuonava lieta per tutta la casa. No, nei miei sogni non c'era un futuro da cantante, perché su quello avevo le idee ben chiare. Avrei fatto la psicoterapeuta, pronta ad ascoltare le voci degli altri e le loro storie.
Un giorno, però, è caduta un'ombra scura sulla mia bella voce e ho smesso di cantare. È successo quando i miei genitori hanno deciso di separarsi e di prendere strade diverse.
Avevo quindicianni.
Per me non c'era più motivo di cantare la gioia e la bellezza dell'amore, che se ne era andato via da casa, senza dare troppe spiegazioni.
Da allora non ho più cantato. Ho ascoltato molto, invece.
Fedele al mio sogno di bambina, oggi sono una psicoterapeuta. Faccio quello che ho sempre desiderato.
Da qualche tempo, però, qualcosa è cambiato.
C'è una voce silenziosa che cerca di farsi sentire, di aprirsi un varco tra le corde vocali. È una voce confusa, quasi soffocata dalle altre che ogni giorno affollano il mio studio.
Solo quando i pazienti lasciano la mia stanza e le loro parole si disperdono nell'aria, per un po' riesco a sentire la mia voce, flebile e timida. E come se chiedesse dov'è quella bambina, il cui canto gioioso risuonava un tempo per tutta la casa.
Non so bene dove mi porterà questa voce: forse nei campi dove mio padre ama coltivare verdure buone e erbe aromatiche o in terre lontane, libera, coraggiosa, indomita, come mia madre.
Sento che è una voce che ha un sapore genuino. E' tenera, dolce, profumata. Si nasconde tra fronde e foglie. E' da loro che devo andare per sentirla meglio.
Un giorno, non molto tempo fa, ho seguito il suo silenzioso sussurro e sono andata nei campi.
La prima volta in Sicilia,a Stromboli, isola inquieta e potente come il suo vulcano.
Su questa terra nera ho raccolto per la prima volta ginestre ed erbe selvatiche, smarrendomi tra rovi e fiori di cappero, sognando tempi lontani, quando ero una maga o una strega e raccoglievo erbe per guarire l'anima e il corpo delle persone.
A casa, ne ho fatto dei mazzetti odorosi, legandoli con dello spago.
E' così che ho scoperto la magia degli smudge, gli incensi naturali che nelle tradizioni sciamaniche si usavano nei riti di purificazione.
La mia voce mi aveva portato dalle erbe per fare chiarezza o forse sono state le erbe che mi hanno aiutato a sentire meglio quella voce indistinta, che chiedeva solo di essere ascoltata.
Quando torno dai miei viaggi ormai porto a casa sempre loro, le mie nuove amiche, per farne gli smudge.
Mi piace il profumo delle erbe che riempie l'aria della mia casa, proprio come il mio canto quando ero solo una bambina.
Mi piace trascorrere il tempo componendo mazzetti odorosi, scegliendo le erbe spontaneamente, lasciando che siano loro a guidarmi.
Le piante sanno sempre come fare, molto prima di noi. Basta solo che noi, senza fretta, con lentezza, siamo capaci di sintonizzarci con la Natura, proprio come lei ci insegna. Solo allora potranno succedere cose incredibili.
Forse non ve l'ho detto, ma ho ripreso a cantare".

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